C'è una bolla sull'intelligenza artificiale? Vi rispondo da imprenditore, con i numeri. La bolla finanziaria e la rivoluzione vera possono coesistere. Anzi, lo fanno quasi sempre.

C'è una domanda che gioca con il risparmio di tante famiglie: l'euforia sull'intelligenza artificiale è una bolla che sta per scoppiare? Vi rispondo con onestà, e con i numeri.

I fatti che preoccupano

La Banca d'Inghilterra e il Fondo Monetario Internazionale hanno lanciato lo stesso allarme, paragonando le valutazioni di oggi al picco della bolla di internet del Duemila. I quattro grandi giganti — Google, Amazon, Microsoft e Meta — hanno in programma investimenti per circa settecentoventicinque miliardi di dollari in un anno solo, in aumento del settantasette per cento. Una cifra paragonabile all'intero PIL della Svezia. E a fronte di questa montagna di denaro, i ricavi diretti che l'AI genera oggi sono stimati intorno ai venticinque miliardi: appena il quattro per cento di quanto si sta spendendo.

L'altra faccia

Ma l'onestà impone di darvi anche l'altra faccia: a differenza del Duemila, queste aziende fanno profitti veri, enormi, e i loro servizi crescono a doppia cifra. E quando tutti gridano alla bolla, di solito la bolla non c'è, perché la paura è già nei prezzi.

La bolla finanziaria e la rivoluzione vera possono coesistere. Anzi, lo fanno quasi sempre. Le bolle passano. Le ferrovie restano.

Il vero rischio per l'Europa

La bolla di internet scoppiò, bruciò migliaia di miliardi, e internet cambiò il mondo. La febbre delle ferrovie, nell'Ottocento, rovinò gli investitori, e lasciò le ferrovie. L'unico scenario davvero perdente, per l'Europa, è pagare la bolla senza ereditare le ferrovie.