L'America innova, la Cina copia, l'Europa regola, dice la battuta crudele. Contiene una verità e una menzogna. Il compito di chi guarda lontano è separarle.
Di noi europei, in questa corsa, si dice una battuta crudele: l'America innova, la Cina copia, l'Europa regola. E come tutte le battute crudeli, contiene una verità e una menzogna.
La verità fa male
Siamo indietro. Non abbiamo le grandi piattaforme. I nostri campioni sono bravi ma piccoli. Il nostro capitale di rischio è una frazione di quello americano, e diviso in ventisette mercati. I nostri dati vivono su nuvole altrui. E i nostri ragazzi più bravi se ne vanno. Mario Draghi, nel suo rapporto del 2024, lo ha scritto con franchezza: l'Europa rischia una lenta agonia. E per evitarla servono investimenti aggiuntivi nell'ordine di ottocento miliardi di euro l'anno.
Il paradosso più amaro: noi europei siamo tra i popoli più risparmiatori del mondo, e il nostro risparmio, non trovando casa qui, se ne va a finanziare l'innovazione americana.
La menzogna
La menzogna è che regolare sia roba da perdenti. È falso tre volte. È falso nella storia, perché nessuna grande tecnologia è mai rimasta senza regole. La domanda non è mai se regolare, ma chi scrive le regole: se non le scrive il legislatore eletto, le scrivono i contratti delle piattaforme. È falso nella strategia, perché il nostro mercato, con quattrocentocinquanta milioni di cittadini, è uno dei più ricchi del mondo, e chi vuole venderci accetta le nostre regole. Ed è falso nella politica, perché la legge europea sull'AI vieta di manipolare le persone, di sfruttare le fragilità dei bambini, di dare un punteggio sociale ai cittadini, di sorvegliarne i volti. Letto con gli occhi giusti, è un elenco di libertà.
Le regole senza la potenza sono una predica. La potenza senza le regole è una minaccia. L'Europa ha scritto le regole. Adesso deve costruire la potenza.
Stati Uniti d'Europa
Costruire la potenza significa fare con l'AI quello che i padri fecero con il carbone e l'acciaio: metterla in comune. Una capacità di calcolo comune — ce l'abbiamo già, uno dei supercomputer più potenti del mondo sta a Bologna, e si chiama Leonardo. Un mercato dei capitali unico. Appalti pubblici come primo cliente. Salari e laboratori per riportare a casa i cervelli. Una politica dell'energia comune. Tutto questo ha un nome antico, che ieri apparteneva ai sogni e oggi appartiene alla necessità.